giovedì 27 dicembre 2018

FRAGILE

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TITOLO: FRAGILE
AUTRICE: CONNIE FURNARI
GENERE: EROTICO
PAGINE: 255
PREZZO : Regalo

TRAMA

Un corpo acerbo costretto a sbocciare, che vuole rimanere nel mondo sicuro dell’infanzia. Alice è un’adolescente come tante, frequenta il liceo classico in un paese in provincia di Perugia; ha due migliori amiche, una madre apprensiva ma assente, un fratello minore rompiscatole, e un ragazzo dalla moralità bigotta.
Le violenze del padre, subite da bambina, l’hanno segnata per sempre e non riesce a concepire un amore pulito, sano, senza sporcizia.
Il desiderio di Alice si manifesta spudorato, violento, in tutte le depravazioni possibili, concedendo il suo corpo a chiunque, ma non la sua anima, perché nessun uomo merita amore.
Ogni giorno sfida quello stesso corpo che odia a una lotta continua: si ferisce, si umilia, prova sostanze stupefacenti e perfino il sesso omosessuale, per riuscire a riprovare quelle emozioni che sa di non aver dimenticato e soprattutto per punire se stessa.
Il cuore di Alice è fragile, sa che se lo metterà in mano a qualcuno verrà spezzato, così si chiude nel suo paese delle meraviglie perverse, provando realizzazione soltanto in continue perversioni, in corpi senza volto.
La smisurata voglia d’amore, la spinge sempre più a farsi del male, ad abusare di se stessa e degli altri. Fino a distruggersi, sprofondando in un abisso di tormenti visionari e letali, dal quale è impossibile tornare alla realtà.
Scritto in prima persona, con una terminologia volutamente adolescenziale, cruda e istintiva, Fragile è lo sfogo di una ragazza abusata nel corpo e nell’anima che lotta da sola, per ritrovare se stessa.
Tratta argomenti come la violenza sessuale, il sesso precoce, l’anoressia, l’autolesionismo, la depressione, l’omosessualità, l’emarginazione sociale.
È la storia di una comune adolescente, una ragazza qualunque, di qualsiasi parte d’Italia, bisognosa d’amore, in un mondo che sporca tutto quello che c’è di puro e innocente.

RECENSIONE

Alice è una ragazza di 18 anni che cerca disperatamente amore dai suoi genitori dagli amici e dai ragazzi, ma non sa in che modo. A sua madre gli piacerebbe raccontarli tutto che suo marito abusa di lei che il suo ragazzo Fabio la violentata e gli vorrebbe urlare che ha bisogno di lei , invece sua madre non si accorge che sua figlia sta male.
Ma per fortuna la nostra dolce protagonista viene salvata da un giovane uomo di 30 anni e da quel giorno Alice ricomincia da capo e  capisce una cosa fondamentale se vuoi essere amata la prima cosa è amarsi noi stessi.
L' ho letto in due giorni, il romanzo è scorrevole e piacevole ma triste.
E la scrittrice è stata fantastica.
Questa è un opera di fantasia . Nomi personaggi, luoghi ed eventi narrati sono il frutto della fantasia dell'autrice . Qualsiasi somiglianza con persone reali, viventi o luoghi esistenti è da ritenersi puramente casuale



LA BARACCA DEI TRISTI PIACERI

La baracca dei tristi piaceri


Titolo ; La baracca dei tristi piaceri
Autrice: HELGA SCHNEIDER
Casa Editrice: Romanzo Salani
Genere: Storico
Pagine: 205
Prezzo: €14,00


TRAMA

«Stava lì, l’aguzzina delle SS, capelli biondi e curati, il rossetto sulla bocca dura, l’uniforme impeccabile... Stava lì e pronunciò con sordida cattiveria: “Ho letto sulla tua scheda che eri la puttana di un ebreo. È meglio che ti rassegni: d’ora in poi farai la puttana per cani e porci”». Così racconta l’anziana Frau Kiesel all’ambiziosa scrittrice Sveva, dando voce a un dramma lungamente taciuto: quello delle prigioniere dei lager nazisti selezionate per i bordelli costruiti all’interno stesso dei campi di concentramento, con l’ipocrita e falsa giustificazione di voler limitare l’omosessualità tra i deportati. Donne i cui corpi venivano esposti ai sadici abusi delle SS e dei prigionieri maschi – spesso veri e propri relitti umani – che malgrado tutto preferivano rinunciare a un pezzo di pane per scambiarlo con pochi minuti di sesso. Donne che alla fine della guerra, schiacciate dall’umiliazione e dalla solitudine, invece di denunciare quella tragedia fecero di tutto per nasconderla e seppellirla dentro di sé. In questo nuovo capitolo della memoria storica personale e collettiva, Helga Schneider continua, con lucidità e compassione, ma anche con implacabile giudizio, a dare testimonianza di ciò che è accaduto perché non si ripeta mai più, e a rendere un coraggioso omaggio alle donne che in tutti i tempi e in tutti i luoghi subiscono la violenza degli uomini, delle leggi, della Storia.


RECENSIONE



Cosa posso scrivere su questa straordinaria testimonianza di Frau Kisel.
Frau Kisel viveva con i suoi genitori a Berlino  era una ragazza molto bella intelligente e viveva cn sua madre suo padre uno stimato medico e sua sorella.
Frau Kisel va al cinema con le sue amiche e conosce un ragazzo molto bello di nome Uwe di  sangue ebraico, sua madre cattolica e suo padre ebreo.
Uwe è un ragazzo  che ama suonare il suo sogno è di diventare un pianista.
Ma da quella sera  per la nostra protagonista si metterà  male i suoi scoprono che la figlia è innamorata di un ebreo la scacciano di casa umiliandola.
Va a vivere da lui per un periodo di tempo, fino a quando i Nazisti non fanno  uno rastrellamento , i due ragazzi escono di casa mano per la mano e un SS gli domanda  a Frau se conosce questo ragazzo e lei gli risponde si e il mio fidanzato.
Fu divisa da lui  e fu deportata come una criminale a Ravensbruck e gli avevano assegnato  il triangolo nero come se fosse una criminale di guerra perché era innamorata di un ragazzo di sangue ebraico.
Non è bastato quello che gli ha fatto passare i genitori, ma a visto persino l'inferno.
Frau Kisel non so se è esistita davvero è frutto della fantasia dell'autrice.
Ma non importa perché per me la protagonista lo amata un eroina coraggiosa che ha seguito il suo fidanzato,  è stata coraggiosa  forte ma allo stesso tempo fragile a ravensbruck.
Non posso andare a vanti perché non vi posso svelare tutto vi chiedo solo di leggerlo per non dimenticare.
Con questa immagine che ho messo sforzatevi di collegarla a Ravensbruch e al titolo  del libro.
Grazie

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giovedì 20 dicembre 2018

NOVEMILA GIORNI E UNA SOLA NOTTE




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 TITOLO: Novemila Giorni e una sola Notte
AUTRICE: Jessica Brockmolew
CASA EDITRICE: Nord
PAGINE: 334
PREZZO:€16,90


TRAMA
"Cara figlia mia, tu non hai segreti, ma io ti ho tenuto nascosta una parte di me. Quella parte si è messa a raschiare il muro della sua prigione. E, nel momento in cui tu sei corsa a incontrare il tuo Paul, ha cominciato a urlare di lasciarla uscire. Avrei dovuto insegnarti come indurire il cuore; avrei dovuto dirti che una lettera non e mai soltanto una lettera. Le parole scritte su una pagina possono segnare l'anima. Se tu solo sapessi..." E invece Margaret non sa. Non sa perché Elspeth, sua madre, si sia sempre rifiutata di rispondere a qualsiasi domanda sul suo passato. Eppure adesso quel passato ha preso la forma di una lettera ingiallita, l'unica che Elspeth ha lasciato alla figlia prima di andarsene da casa improvvisamente. Una lettera che è l'appassionata dichiarazione d'amore di uno studente americano, David, a una donna di nome Sue. Una lettera che diventa, per Margaret, una sfida e una speranza: attraverso di essa, riuscirà a svelare i segreti della vita di sua madre e a ritrovarla? Come fili invisibili, tirati dalla mano del tempo, le parole di David conducono Margaret sulla selvaggia isola di Skye, nell'umile casa di una giovane poetessa che, venticinque anni prima, aveva deciso di rispondere alla lettera di un ammiratore, dando inizio a una corrispondenza tanto fitta quanto sorprendente. La portano a scoprire una donna ostinata, che ha sempre nutrito la fiamma della sua passione, che non ha mai permesso all'odio di spegnerla.


RECENSIONE

un romanzo che fa sciogliere i nostri cuori, non so se è tratto da una storia vera ma spero di si.
Si svolge in Scozia nel periodo della prima guerra mondiale 1916 e nella seconda guerra mondiale nel 1940.
Elspet è la madre di Margaret e il suo vero amore è David ma è sposata con Ian un uomo taciturno, scontroso e in requieto .
Elspet è una poetessa  ed è  più grande di David di solo di tre anni ed è una donna molto bella scozzese , fantasiosa innamorata della natura che crede alle fate e hai folletti, invece David è un ragazzo di 23 anni americano vive con i suoi genitori e non va d'accordo con suo padre perché ha una mente libertina non vuole studiare medicina come  vuole suo padre ma lui vuole studiare lettere visto che ama la letteratura. 
Un giorno da un suo amico riceve un libro di poesia della famosa scrittrice Elspet e dal quel giorno i due si scrivono e sboccia l'amore.
Ma purtroppo il ragazzo nel 1917 si arruola nell'esercito e per Elspet non sarà una vita facile  i suoi fratelli partano per il fronte e anche il suo marito parte per il fronte e non si saprà più sue notizie.
Ma nel frattempo i due amanti si scrivono, si vedono si sposano ed Elspet rimane incinta di una bambina, ma capita una cosa terribile Davide scompare  non si fa sentire e la nostra protagonista cade in depressione.
Poi nasce Elspet e la sua vita cambia quando non in contra di sfuggita David nel 1940 e da quel giorno scompare la sua figlia non trova più sua madre tornando in casa e in comincia a cercarla.
E da questa ricerca scoprirà i segreti di sua madre e del suo amore perduto.



lunedì 10 dicembre 2018

LE DONNE PIU' CATTIVE DI TUTTI I TEMPI


Le donne più cattive di tutti i tempi  


TITOLO: Le donne più cattive di tutti i tempi
AUTORE: Paolo Zealati
CASA EDITRICE: Liberamente
PREZZO: € 11,90
PAGINE:109

TRAMA

Leggendo le imprese  di queste simpatiche fanciulle  anche i più ferventi sostenitori dell'idea che gli uomini sono più cattivi delle donne dovranno arrendersi alla relegato dei atti . Nonostante , infatti , la storia abbia quasi sempre relegato le donne fuori dalle stanze del potere (impedendo , quindi , che fossero parole femminili a ordinare massacri e genocidi), esistono esempi nei quali il sesso  debole si è fatto valere in quanto a crudeltà , sadismo e pura ,malvagità.  Dopo aver letto le storie di Ilse Koch e Irma  Grese (le belve delle SS), Beverly Allitt( l'infermiera assassina di bambini ) Belle Gunness ( raro esempio  di Uomo Nero al femminile) , Enriqueta Martì ( la strega di Barcellona) , Delphine Lalaurie (la dama nera di New Orleans) , Maria d'Inghilterra , Valeria Messalina e Ranavalona 1( crudeli condottiere) , Elizabeth Bathory ( la contessa Dracula ) , Leandra Cianciulli ( la famosa  Saponificatrice di Correggio ) , Mary Ann  Cotton (la peggiore madre del mondo) , Myra Hindley ( serial Killer) , Mary Bell ( la bambina demoniaca), Dorotea Puente ( Nonna Morte) , Lucrezia  Borgia (l'avvelenatrice)  e Chante Jawan Mallard ( la cattiva dei giorni nostri) , il termine " gentil sesso" acquisterà, per sempre , un significato del tutto nuovo.


Recensione
             Dopo aver letto la storia dei Savoia ,  mi sono sommersa in questa lettura.
Il male lo possono fare chiunque sia uomini che donne, ma non so come noi donne siamo veramente più cattive dell'uomo, se si fa riferimento nei campi di concentramento erano le donne le più spietate.
Non si sa come e non si sa perché c'è tanto odio al mondo.Queste storie di queste donne sono veramente inquietanti sembra di essere dentro a un film dell orrore  o dentro le fiabe dei fratelli Grimm.

male2


Spesso il male di vivere ho incontrato
era il rivo strozzato che gorgoglia
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.
(Eugenio Montale)

mercoledì 5 dicembre 2018

LE GRANDI BIOGRAFIE MAFALDA DI SAVOIA

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Titolo: LE GRANDI BIOGRAFIE MAFALDA DI SAVOIA
Autore: OSVALDO PAGANI
Casa Editrice: ALBERTO PERUZZO
Pagine: 235
Prezzo: PRESO IN BIBLIOTECA





TRAMA

Dopo un'accurata indagine storica, C. Siccardi propone la biografia di Mafalda di Savoia per farne conoscere più a fondo la vicenda: secondogenita di Vittorio Emanuele III ed Elena, morì nel campo di concentramento di Buchenwald nel 1944. In questo volume emergono non solo i momenti tragici, ma anche la personalità di una donna colta e intelligente, briosa e mite insieme; leggendo queste pagine si respira l'atmosfera socio-politica e culturale della prima metà del Novecento.



RECENSIONE

Buona sera  miei seguaci del mio amatissimo blogger.
In questa settimana mi sono dedicata  a questa lettura, non è facile abbastanza complessa.
Non si sa di preciso chi fù il vero colpevole della  morte della Principessa, c'è chi narra che fù colpa di Hitler o di  suo padre.
Io credo  alla prima versione fu Hitler.
Questo libro mi ha lasciato senza parole con mille domande che mi frulla no per la testa e quanto c' è ancora da studiare  e sapere per non dimenticare  gli orrori e le oscenità sui campi  di concentramento.