giovedì 4 gennaio 2018

la casa di vetro



Titolo :La casa di vetro
Autore: Simon Mawer
Casa editrice: Neri pozza
pagine : 451
Prezzo19,90



TRAMA.

iktor e Liesel Landauer sono una giovane coppia di sposi in viaggio di nozze. La famiglia ebrea di Viktor possiede un impero industriale che produce automobili e motociclette, Liesel appartiene all'alta borghesia tedesca. Dopo aver attraversato la Carinzia, i Landauer si dirigono a Venezia. In occasione di una festa in un antico palazzo sul Canal Grande, incontrano Rainer von Abt, celebre architetto dai modi eleganti. Von Abt si impegna con Viktor in un'appassionate conversazione sull'architettura moderna. Quando illustra la sua idea di costruzione con materiali non convenzionali come il vetro e l'acciaio, Viktor si entusiasma a tal punto da proporgli di disegnare una casa per loro a Mesto, in Cecoslovacchia



RECENSIONE:
Iktor è un ebreo ricco che ha una fabbrica di macchine si innamora di Lisel una donna affascinante colta di origine tedescha.
Il libro viene raccontato prima che scoppi la seconda guerra mondiale e sisvolge in ceco slovacchia . Come descrive l'autore questa terra è come viverla, e il modo come descrive la mania di grandezza di come iktor insieme al suo amico architetto costruiscono la casa di vetro è qualcosa di stupefacente.
vi narro chi sono i protagonisti.
Iktor è un uomo da mille sfaccettature al lavoro  è un uomo rude e scrupoloso nella vita personale un altro tipo di uomo affascinante non dolce con la moglie ma con un altra persona lo sarà ma non sarò io a farvelo scoprire, una persona sincera  con manie di grandezza.
Lisel è una donna forte che dovrà affrontare una spiacevole avventura, una donna che ama i suoi i figli e che fa di tutto per la sua famiglia anche perdonare dai mille tradimenti subiti dal marito.
Una storia toccante, che fa capire che l'amore non è solo amare un uomo ma è tutto.
Non è una storia vera e tutto frutto dell'immaginazione dello scrittore, sono veri i racconti storici e la casa di vetro che esiste in Cecoslovacchia.
Per non dimenticare che La guerra è brutta e fa male ma non ci porta via la voglia di sognare e di amare.




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