giovedì 20 ottobre 2016

IL BAMBINO



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Titolo: IL BAMBINO
Autore: DAN PORAT
Casa Editrice : Rizzoli
Prezzo:€15,00
Pagine 321





Trama:

Esco  nella strada che brucia! intorno a me, tutto è in fiamme. Il ghetto è un mare di fuco. E' spaventoso. Nessuno sa dove scappare. il muro del ghetto è completamente circondato , nessuno può entrare o andar via. I vestiti ci bruciano a dosso. Il fumo si soffoca. Molti  quasi tutti, invocano Dio non risponde. E voi popoli della terra, perché tacete, non vedete che ci stanno uccidendo? perché non dite niente? cosi termina il diario ritrovato di una giovane testimone degli episodi più atroci della seconda guerra mondiale: l'annientamento del ghetto mdiVarsavia.
E' l'aprile del 1943b quando Himmler incarica il generale delle SS Jurgen Strop di radere al suolo il quartiere e di sterminare gli abitanti superstiti. Tra loro c'è un bambino che  ,immortalato con le mani alzate e il volto impaurito, diventerà l'immagine simbolo dell'Olocausto .
Ma chi è? che ne è stato di lui? E' riuscito a salvarsi?
Per rispondere a queste domande, Dan Porat ricostruisce le vicende di quel giorno e della distruzione del ghetto di Varsavia. Lo fa ripercorrendo più di sessant' anni di storia in un libro che intreccia le vite di quel bambino, di una giovane ebrea attiva nella resistenza e di tre soldati SS; un libro in cui assieme alla narrazione viva e partecipa  di quel dramma scorrono le fotografie selezionate da Stroop per documentare la " Grosse Aktion " nazista, e altre inedite scovate dall'autore di anni di ricerca : volti e gesti di uomini e donne comuni che il caso destino a essere vittime o carnefici
    .


Recensione:
Il romanzo di Dant Porat racconta l'orrore nel ghetto di Varsavia di come i poveri e brei venivano maltrattati psicologicamente e fisicamente dai tedeschi.
Ma quando racconta il processo di Norimberga ho provato una rabbia nei confronti dei tedeschi fatti prigionieri che raccontavano bugie per salvarsi la pelle, ma  ho provato anche tristezza nei confronti dei soldati nazisti perché seguivano gli ordini e se non rispettavano un ordine venivano uccisi come cani.
Mentre lo leggevo mi sono messa nei panni degli ebrei ma anche dei soldati e mi sono posta questa domanda se ero un soldato che cosa facevo eseguivo gli ordini per ritornare dai miei figli con le mani sporche di sangue degli innocenti e tornavo a casa come un assassino, oppure mi facevo fucilare  perché non ho rispettato l ordine di fucilare un innocentesimi e tornavo  casa non come un assiso ma come un eroe ? Dei soldati hanno deciso di essere fucilati per salvare degli innocenti .
Forse anche io mi facevo fucilare invece di eseguire un ordine di sparare a un innocente.
E voi se eravate soldati cosa facevate?.
Ma dalla prima guerra mondiale e dalla seconda non abbiamo ancora capito che la guerra non serve a niente solo a distruggere vite umane e non solo.
Mi ripeto nel mio cuore e nella mia mente quand'è che l uomo imparerà a vivere senza amazare.
Un romanzo davvero molto bello commovente, con varie storie diverse ma bellissime piene di speranza.
Arrivederci miei cari lettori al prossimo libro.






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