domenica 16 giugno 2013

qui non ci sono bambini

Qui non ci sono bambini. Un'infanzia ad

Titolo: Qui non ci  sono bambini
Autore: Thomas Geve
Prezzo:24,00
Casa Editrice: Einaudi

TRAMA
A tredici anni il desiderio di esplorare e conoscere il mondo ti fa spalancare gli occhi,stupiti e avidi, sulla realtà che ti circonda: ma cosa succede quando il tuo unico, insuperabile orizzonte è quello dell'olocausto, dell'umiliazioni quotidiani e sistematica?"Sono nato ne 1929  e nel 1933 i nazisti prendono il potere: l'unico ricordo e la persecuzione"ThomaS Geve ha tredici anni quando, quando nel 1943, viene deportato ad Auschiwtz. Solo perché ha l'aria di essere un po più grande della sua età,Thomas viene assegnato ai lavori forzati:nella logica folle e rovesciata  del campo è una fortuna perché:" i bambini sotto dei 15 anni vengono direttamente alle camere a gas".Nonostante le quotidiane violenze, un lavoro che è solo tortura, la scientifica e continua offesa, alla dignità umana, Thomas sopravvive :l'11 aprile del 1945 le truppe alleate irrompono nel campo e liberano i prigionieri. Allora fa qualcosa di unico nella storia delle testimonianze dei sopravvissuti. Per conoscere la memoria dell'inferno e raccontare ai genitori ciò che ha visto (non sapendo ancora che la madre internata come lui non è sopravvissuta), sceglie di fare quello che ogni bambino ha sempre fatto: inizia a disegnare.Si procura delle matite colorate, un bene prezioso e inarrivabile durante i giorni della prigionia, e trasforma i moduli e dei formulari dell SS nei 79 disegni che compongono questa raccolta ( e solo più tardi, anni dopo qualche essenziale parola di commento).Ogni traccia, per quanto flebile, di vita, ogni manifestazione, per quanto spaventosa, dell'orrore, viene registrata dei disegni di Thomas.Con il tratto semplice e stilizzato della sua età ma con l'attenzione per il dettaglio del futuro in genere, Geve dà vita a un documento di una bellezza straziante nel tentativo di sfidare l'abisso con lo sguardo, e le matite, di un bambino.


RECENSIONE
Questa è una raccolta dei disegni dell'orrore, disegnati da un bambino che ha visto l'orrore, la disperazione, e le violenze subite non solo dagli SS ma anche dai Kapo( erano capi che comandavano i prigionieri nelle mansioni stabilite e se un prigioniero non faceva bene il loro lavoro venivano puniti. Però nemmeno i Kapo se la passavano bene se mancava un prigioniero nella sua baracca veniva ucciso da un ufficiale delle SS).Quando ho letto e visto questi disegni ci sono rimasta perché non mi sembra giusto che un bambino abbia visto cose che non si possono spiegare, e subito cose che non si possono capire e concepire. Ma  ah ime succedono tuttora violenze,guerre. Mi sono posta una domanda: come può un uomo uccidere un suo fratello?.

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