lunedì 17 giugno 2013

il demone di belsan


Titolo: "Il demone a Beslan"
Autore: Andrea Tarabbia
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 350
Prezzo: 18.50
TRAMA:
Marat Bazarev è quello che è sopravvissuto e sopravviverà. È l'uomo che, con i suoi compagni, una mattina di sole di settembre è entrato nella scuola numero 1 di Beslan. E lì ha dato inizio alla fine. 334 morti, di cui oltre la metà bambini: questo il bilancio dei tre giorni di sequestro in cui più di mille persone sono state tenute in ostaggio da un commando di separatisti ceceni. Marat è l'unico fra gli attentatori a essere uscito vivo dalla scuola, catturato dalla polizia russa e imprigionato in un carcere di massima sicurezza a Mosca. E qui, chiuso in una cella gelida e isolata, scrive la sua ultima confessione. È pronto ad assumersi la responsabilità che gli spetta, ma ha anche un'urgenza più forte: raccontare la sua storia. È così che comincia: con Marat e il suo migliore amico Shamil seduti sull'erba di un anfiteatro in un pomeriggio di pace, con Shamil che ridendo si allontana nella boscaglia e dopo pochi passi lancia un urlo terrificante. Nascosti sotto un mucchio di pietre e frasche trovano sette corpi straziati: è il primo segnale. A casa li attende un villaggio saccheggiato e deserto, le porte delle case spalancate e nessuno dei familiari e degli amici. E così che comincia: Marat in quel pomeriggio terribile capisce che non esiste più una legge e nemmeno le regole, che non c'è onore né coraggio, ma solo paura. E allora si unisce ai guerriglieri in montagna, e con loro si prepara a un'azione in grado di rimbombare da un capo all'altro del mondo.

RECENSIONE:
La trama e i personaggi di questo romanzo sono frutto di invenzione. Gli eventi di cronaca sono trasfigurati dallo sguardo del narratore.
Non so se vi ricordate che in Russia un gruppo di terroristi Ceceni avevano occupato una scuola con dentro 300.000 ostaggi e solo 26 erano stati lasciati andare.
 Su quello che scriverò ora non pensate che gli giustifico, ma  i Ceceni si sono vendicati perché: i russi hanno deportato e ucciso 2.000,000 persone fra i quali : uomini, donne,bambini, anziani, disabili tutti e più hanno sterminato un villaggio. Voi al posto dei Ceceni che cosa avreste fatto? Io non saprei, perché se una sera torno e trovo la mia casa sottosopra ,sangue dappertutto,corpi dei miei genitori demoliti, il corpo di mia sorella violentato, con le gambe rotte, le bruciature di sigaretta su tutto il corpo, il mio gatto crocifisso sulla porta di casa,il mio villaggio distrutto e la mia gente scomparsa beh io non mi vendicherei con i cittadini russi ma con i soldati Russi e con i politici.
Ovviamente quando l'uomo compie questi atti orrendi è sotto l'effetto dell'alcool, ma sopratutto della droga.
Questa guerra fra Russi e Ceceni si è creata perché i Ceceni non vogliono essere sotto il dominio dei  russi ma i Russi si oppongono, è una guerra interna che non finirà mai. 
Delle frasi che mi hanno colpito sono queste : 
Ascolta : se tutti devono soffrire per riscattare con le loro sofferenze l'armonia eterna , che cosa c'entrano però i bambini? Dimmelo, per favore! Non si comprende assolutamente perchè debbano soffrire anch'essi e riscattare l'armonia con le loro sofferenze. E se le sofferenze dei bambini saranno servite a completare quella somma di sofferenze che era necessaria la verità, io dichiaro subito che tutta la verità  non vale un simile prezzo.

Non ho pudore di rompere il patto, rivoltarmi allo stato.

Adulti! Vi supplico : tornate in voi , fermatevi! Abbiate pietà di noi, dei vostri figli.

Non è che avevo paura, io sono l'unico maschio della mia famiglia e i maschi non hanno mai paura, ma è che non sapevo bene a come si fa a chiedere le cose alle persone con i fucili, e poi ho pensato che un bambino nessuno lo avrebbe ascoltato . E poi, secondo me , la mamma se io alzavo la mano sarebbe morta di paura e io, poi , come facevo senza la mamma?

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